Date un significato alla parola ‘disagio’: qual è il vostro?

mani-bluC’è un qualcosa che affligge quasi tutti noi, un qualcosa di inconfessabile. È un male diffuso, ma che si ignora due volte: la prima quando ci riguarda direttamente, perché è più duro ammetterlo che risolverlo. La seconda quando riguarda chi abbiamo intorno (parenti, amici, vicini di casa) perché è difficile che loro lo mostrino e, nei rari casi in cui ciò accade, è più probabile il non sapere che fare dell’offrire un aiuto concreto. Sto parlando di disagio, di quello vero: psichico, da dipendenze, o semplicemente sociale. Chi non ha un parente, un amico o un semplice conoscente coinvolto, a vario titolo, in vicende del genere? Pochi, io credo. Si tratta di realtà tenute ben nascoste, come lo sporco infilato sotto il tappeto. A tale proposito, voglio raccontarvi un episodio, uno dei tanti, accaduto proprio a me, non molto tempo fa. Mi trovavo in una caserma dei carabinieri, in attesa per una firma, mentre l’appuntato di giornata stava dialogando con due preoccupatissimi genitori. Loro lo pregavano di denunciare il figlio, lui cercava di spiegare che così l’avrebbero messo in guai neppure immaginabili. ‘Signora, ma vi picchia?’ ‘No.’ ‘Vi distrugge casa, rompe qualcosa?’ ‘No.’ ‘Non è che si droga?’ ‘Ma no, per fortuna no.’ ‘E allora, che fa?’ ‘Grida soltanto, ma noi abbiamo paura!’ L’appuntato fece il possibile, accorato e sconsolato, per cercare di far loro capire a cosa stavano andando incontro, ma non ci fu verso. celle-opg-napoliCercò di dirottarli verso i servizi sociali, ma l’anziana coppia riferì che si erano già rivolti a loro e quelli avevano risposto di non poter fare nulla. Di episodi simili ne ho visti tanti, ancor di più quelli sfociati in tragedia, dramma umano, distruzione dell’individuo causata da azioni dettate dalla paura, da mala informazione, da opportunismo degli ingranaggi meno ‘nobili’ delle istituzioni. Ci si trova disarmati di fronte al disagio di cui parlavo all’inizio, ci si sente impotenti, ma in realtà non lo siamo. Il 14 gennaio 2017, parte dalla Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno (Bologna) una serie di eventi su tutto il territorio nazionale che si prefigge di infondere in chi vive queste situazioni difficili maggior fiducia in sé stessi, nella possibilità di informarsi e di poter scegliere soluzioni e provvedimenti più idonei ai l singoli casi, senza dover mettere completamente nelle mani di estranei, non sempre disinteressati o competenti, le loro vite. Il punto di partenza sarà la testimonianza di chi, come tanti negli anni scorsi, è stato risucchiato dagli ingranaggi di giustizia e sanità messe insieme, passando per la realtà nascosta dei vecchi manicomi criminali (dichiarati luoghi di tortura, quindi chiusi) pur non dovendo, tecnicamente, mai finirci. Uno di quegli ex internati senza giusta causa racconterà come ci è arrivato, e come fare per evitarlo. Come evitare di finire ‘ Nella pancia del mostro’.

DARIO VILLASANTA

 

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