Essere o non essere (uno scrittore)? Questo (non) è il problema…

IMG_1849Ogni tanto capita ancora che,  presentandomi ad amici e conoscenti, qualcuno mi presenti come ‘scrittore’. Non ho ancora capito se mi sto prendendo troppo poco sul serio da quel punto di vista, sta di fatto che mi piace anche fare altro. Non solo per arte (mi sembra presuntuoso vedermi come un artista vero, quelli sono altri) ma non solo per denaro, che per inciso sto vedendo ben poco.

E’ stato infatti con autentica passione che mi sono occupato, con Giusy Giulianini, di organizzare presentazioni a Bologna l’inverno scorso (ricordate? La ‘movida letteraria bolognese’ ogni settimana alla Mondadori Megastore di Via D’Azeglio, da ottobre a dicembre 2015) senza praticamente conoscere molto dell’ambiente letterario cittadino, né di alcuni altri aspetti ambientali locali, mettendoci tempo e passione appunto, ma soprattutto la faccia, e non è da tutti mettersi in gioco pubblicamente a titolo gratuito, credetemi. Non è facile mettersi in gioco, punto (vedi articolo La movida letteraria bolognese: tiriamo le somme). Poi è arrivata l’idea, folle ma incredibile, di organizzare ‘Un Editore in Noir‘ (leggi articolo) e ho realizzato che portare avanti idee nuove, pur con le difficoltà del caso, si può.

E’ noto a pochi (ad altri lo sarà adesso se leggeranno qui) che non sono un appassionato di presentazioni, né da spettatore,  anche se alla fine sono sempre contento di esserci stato, tanto meno da autore protagonista. Ho invece assaporato per le prime volte la gioia e la soddisfazione del ruolo da relatore, impegnativo ma gratificante e, non ci crederete,  per me tanto divertente! Ho scoperto infatti con mia stessa sorpresa che mi soddisfa di più aiutare un autore a coinvolgere il pubblico in un libro che non conosce ancora, che non spiegare i miei, per i quali provo addirittura una punta d’irritazione dover trovar parole.Dario-Villasanta_avatar_1432105056-200x200

Ed eccoci qui allora, a parlare dei miei progetti per il prossimo futuro, e del perché dovrebbero interessarvi.

Perché intendo operare ancora tra i libri, non solo come autore, non solo come organizzatore. Non entro nello specifico, ma il nocciolo è: sopperire alle difficoltà di promozione e comunicazione laddove ci sono, organizzare eventi diversi dal solito perché abbiano un senso, restare a operare in un ambiente che, lo confesso, non sempre si lascia amare, ma amo i bei contenuti che può trasmettere.

Poi ci sarebbe un libro scritto emotivamente con il sangue, con cui vorrei compiere il salto editoriale, ma è questa roba che interessa a pochi…

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