TRA IL DIRE E IL FARE: LA 1° EDIZIONE DE ‘UN EDITORE IN NOIR – BOLOGNA, 14 APRILE 2016

lapide locandinaIl ricco resoconto dell’evento del 14 aprile’ UN EDITORE IN NOIR 2016-FRILLI EDITORI A BOLOGNA’ (organizzato da Dario Villasanta Giusy Giulianini e Stefano Zanerini) con immagini e pensieri, le parole dei protagonisti dove potrò. Sentitevi liberi di fare altrettanto, ogni vostra testimonianza arricchirà il bagaglio di ricordi.

Quanto segue riassume  ‘dietro le quinte’ e le percezioni, mie e a volte di altri, sgranatesi come perle di un rosario una dopo l’altra, veloci, durante l’evento del 14 aprile 2016 ‘UN EDITORE IN NOIR-FRATELLI FRILLI EDITORI A BOLOGNA’. Per chi ne venisse a conoscenza solo ora, è stata una rassegna con 14 autori giallo-noir provenienti da tutta Italia appartenenti alla collana della Frilli Editori, che si sono confrontati in un dibattito aperto con altri autori ed esperti di settore su politica, società, tecniche e tanto altro. Quindi, NON una presentazione collettiva, ma un incontro sul genere che ha unito, nel bene e nel male, tante teste e correnti diverse. Vado qui di seguito non tanto a raccontarvi com’è andata, ma come l’ho vissuta io da organizzatore e appassionato.

IL PRELUDIO: TUTTI INSIEME ALL’OSTERIA

13.30, si inizia con un veloce pranzo in osteria, crescentine e tigelle come da miglior tradizione bolognese, dopo che il mio benvenuto a Vincenzo Maimone si è ridotto a una sua riduzione in schiavitù (“ma è un ricercatore universitario, lo stai riducendo a scaricare libri da un furgone!” mi rimprovera Giusy) e intercetto Alessandro Reali che vagolava nei pressi del Nettuno, senza sapere, mea culpa, che avremmo pranzato insieme… Poi, ‘rubo’ anche Carlo Frilli per andare ad allestire il foyer del teatro. Un saluto beneaugurante dai primi arrivati, come da foto.tavolata pranzo

LE INTERVISTE AL TEATRO DEL NAVILE

Arriva presto Stefano Zanerini con il lo staff di QuibolognaTV, e non perdono tempo. Raccolgono testimonianze e umori di scrittori venuti da lontano, di un editore che scopriamo quasi timido nel farsi intervistare, di blogger entusiasti (presenti Thrillerpages e MilanoNera) e opinionisti, curiosi loro stessi del ruolo che avranno nel talk show, credo una ‘prima’ anche per loro in questa veste. ste frilli intervista2
ste maimone intervistaFacce divertite, facce spaesate, facce da chi è abituato a leggere e scrivere più che a galleggiare nel foyer di un teatro a intessere pubbliche relazioni. Conoscenze vecchie e nuove che si incrociano, curiosità per quello che avrete detto al microfono, sorrisi distesi nel trovarsi, credo, tutti a proprio agio. Merito e plauso a tutto lo staff di una web TV giovane e attenta.libri BN teatro

LA FUMERIA DI VIA MARESCALCHI

Beh, ma mentre qualcuno rilasciava interviste, Giusy accoglieva e io correvo a destra e a manca non ricordo neanche più per fare cosa, gli altri che facevano?

storia della frilli (cartloe masella9Fuori dal teatro, si era costituita una fumeria all’aperto che pareva una zona industriale, due siculi e un pavese...capitanata dal ‘sicarro’ di Alberto Minnella e appena addolcita dalla pipa di Alessandro Reali, e via tutti gli altri tabagisti ‘normali’ a seguire. Con buona pace del salutismo, via Marescalchi ha letteralmente accolto con ‘fitte nebbie’ (del fumo, CIT. dal titolo di un loro libro) chiunque si avvicinava. Ma una sigaretta è un buon modo come un altro per conoscersi, o ritrovarsi, e questo ha fatto piacere a tutti.

LO SCRITTOIO DEI BUONI PROPOSITI

frilli scrittoio2Non pensavate che mi fossi dimenticato dello ‘scrittoio dei buoni propositi’, vero? Mentre tutto già ferveva, sapendo che non tutti si sarebbero potuti fermare per la cena, ho fatto la spola tra teatro e hotel trascinandomi dietro i pazienti fotografi Paola Rambaldi e Massimo Moroni, per immortalare le prime ‘vittime’. “Ma cosa devo scrivere?” mi chiedevano spiazzati Frilli e Massimo Fagnoni, tra il divertito e il ‘e adesso come me la cavo?’.dario fagn scrittoio

“In massimo due righe, scrivi chi, cosa e come vorrai essere tra un anno, e/o cosa vorrai aver fatto. Poi, metti la cartolina nella busta, che verrà chiusa e aperta al prossimo Frilli Day, l’anno venturo”. Bene, io non so chi ci sarà fra un anno ad aprire la busta a leggere ciò che è stato scritto e, soprattutto, se i ‘buoni propositi’ saranno stati raggiunti. Ma in ogni caso vi ricorderete di noi, e avrete un senso preciso dei passi avanti che avrete fatto che, vi auguro di cuore, saranno di sicuro importanti, in letteratura come nella vita.

RIEN NE VAS PLUS

Mezz’ora di ‘libera uscita’ per tutti per cambiarsi, rinfrescarsi e bere un caffè, che poi si inizia davvero. Ore 17.00: rien ne vas plus, quel che è fatto è fatto, se abbiamo dimenticato o sbagliato qualcosa non ci sarà più tempo per rimediare, gli invitati iniziano ad arrivare. Volti nuovi perlopiù, conosciuti qui, grazie a questa pagina, con la quale ci siamo fatti conoscere giorno per giorno, sperando di aver fatto bene. Saluti, baci e abbracci, e ‘prego, servitevi qualcosa da bere’. aperitivo foyer libriaperitivo 1 togneriaperitivo foyerfoyer pubblico 2

Dopo aver reso inutile la laurea di Vincenzo Maimone messo a fare lo scaricatore, umilio (ahimé!) la levatura artistica di Francesco Mastrorilli, che a malincuore costringo ad aiutarmi, di volta in volta, nel rimpiazzare i beveraggi (ah, ringraziamo Alessandro Bastasi per l’ottimo vino!) fare la spola tra ingresso e foyer, o altre cosette di bassa manovalanza. Paziente, l’attore professionista avrà rimpianto i tempi in cui lavorava con Pupi Avati e Gigi Proietti… Dentro, chi può approfitta di trovarsi in mezzo a tanti scrittori per conoscerli, acquistare i loro libri, chiedere dediche o scambiarvi solamente due chiacchiere. Poco più di mezz’ora, poi sarò io a salire sul palco a dare il via alle danze, e tutti noi (Giusy, Stefano e io) stiamo scommettendo la nostra faccia, professionale e non, prima ancora che la riuscita di un evento. Quel che è fatto è fatto però, e, appunto, rien ne vas plus.ste fra intervistaste collaveri intervistatv staff

PERRY MASON AGAIN

E adesso, perdonate una piccola digressione personale, vi racconto cosa ho provato. Teatro del Navile, ore 18.00. Platea gremita, l’attesa è palpabile, e che non è un evento come gli altri si è capito subito. Guardo Nino Campisi alla regìa, “partiamo” gli dico. Ci siamo. Luci spente, l’organo della ‘Perry Mason’ di Ozzy Osbourne invade la sala, suono che mi ha cresciuto fin dalla gioventù e unico fattore per me familiare, unica certezza in quel momento, non ho preparato nulla da dire. Salgo sul palco tra gli accenti di batteria di Randy Castillo e le prime schitarrate di Zakk Wylde, interrompo The Madman che attacca con la sua voce da oltretomba e… “Buonasera a tutti, benvenuti!”

dario palco 2Rifletto per un paio di secondi, poi le parole, poche ma decise, fluiscono da sole. “C’erano tre modi di accostarsi a questo evento. Potevamo farlo, meglio, perché si può sempre fare meglio. Potevamo fare peggio, perché basta poco per sbagliare. Oppure, potevamo non farlo. noi l’abbiamo fatto.” E chi vuole capire, capirà.dario frilli palco

Non so se ci siano stati applausi, non so che facce avevano le persone, guardavo ma non vedevo, così ho chiamato Carlo Frilli sul palco. Ricordo di aver cercato di sdrammatizzare subito, “in realtà abbiamo messo in piedi tutto questo solo perché volevamo che portassi la focaccia da Genova…”. Le sue parole, poche ed emozionate, come me d’altronde. Come noi. Pronti…Via!

ANTIPASTO ‘MACCHIAVELLICO’

ste fra giusy palcoSalutato l’editore, presento la video intervista che Loriano Macchiavelli ci ha concesso appositamente per questo evento (guarda online su QuibolognaTV cliccando qui: INTERVISTA A LORIANO MACCHIAVELLI). Per la cronaca: a suo tempo accettò subito di partecipare, ma gli è stata fissata una presentazione a Cernobbio (Como) per il suo nuovo libro. Appena online, saranno le sue parole a raccontare. Noi tutti, credo, l’abbiamo guardato e ascoltato con avidità e ammirazione. cene fossero, come lui… Bel momento, davvero.dario fa palcogiusy fra palco

Finalmente, tocca a loro: Giusy Giulianini e Stefano Zanerini, compagni d’avventura e conduttori della serata, seguono la presentazione di Francesco Mastrorilli, attore professionista, che farebbe sentire a proprio agio su un palco chiunque, quando hai lui di fianco ti sembra di stare nel salotto di casa tua. Se ne accorge anche Giusy, vittima delle piccole goliardate che i due maschi le riservano divertiti, chissà se la sua emozione in quei momenti si è sciolta un po’. ha una grossa responsabilità, lei ha voluto un talk show, lei ha studiato e preparato la scaletta, su di lei si regge il castello che abbiamo eretto. I vostri commenti, alla fine, varranno più di ogni mia parola.

LA LETTERA  A SORPRESA

Momento importante, quando Francesco Mastrorilli legge, dandogli voce e colori, la ‘lettera aperta’ di Valerio Varesi, estimatore di Frilli e disilluso, ma strenuo difensore del bello e del giusto. La ri-posto perché, anche avendola già letta-sentita, difficilmente si riesce a non leggerla un’altra volta. Non era facile interpretare l’argot di Valerio senza sconfinare nell’edulcorato, mantenendo i toni originari del carattere dell’uomo-Varesi. Francesco, anche in questo, è stato magistrale.

stefano fra palco“Non mi era mai capitato di scrivere una lettera a una scuderia di scrittori e al pubblico dei loro lettori. Una lettera, per sua natura, è qualcosa di personale e sa di questione privata. Facciamo allora che questa sia una “lettera aperta” diretta a un certo modo di fare editoria a mio parere meritorio. Parlo di un editore come Carlo Frilli e di quelli come lui che hanno ancora il coraggio di andare controcorrente e si ostinano a pubblicare libri belli e a cercare di venderli in un panorama popolato di critici malauguranti, di vuoto culturale e di disinteresse totale per tutto ciò che non sia l’utile pratico o lo schermo del telefonino. Frilli è un po’ come quelle buone squadre di provincia che allevano giocatori giovani, insegnano a giocare e consegnano loro la patente per viaggiare. Un lavoro culturale prezioso senza il quale avremmo solo libri di cantanti, calciatori, comici dismessi, sciantose, raccomandati e fra palco gesticolafigli di papà. Tutto il caravanserraglio di guitti che ci propongono le trasmissioni televisive di moda, gli pseudo-critici delle cosche salottiere vincenti, i recensori che non strappano il cellophane e i conduttori quaquaraquà. A questo panorama avvilente, si oppongono i nuovi resistenti come Frilli e gli editori come lui. Quelli che si ostinano ancora a cercare, selezionare, costruire, erigere dighe contro la deriva del pensiero dominante, quello delle idee in 140 battute, dello spot e del sensazionalismo. Che si oppongono al degrado della lingua, alla sua derubricazione a cicaleccio o alla sua sostituzione con l’inglese manageriale, ennesima conferma di una colonizzazione ormai inarrestabile. La lingua è il primo presidio dell’identità di un popolo e di una cultura. Anche difendere un congiuntivo è difendere una visione del mondo e un modo di pensare. In altre parole, la ricchezza del nostro pensiero. valerio letteraTogliere una modalità è come togliere un colore da una tavolozza. Ecco perché vi scrivo e perché sostengo editori come Frilli. Finché ci saranno persone come lui, come i bravi organizzatori-presentatori alla maniera di Giusy e Dario, gente che si entusiasma per le pagine scritte e per il bello, una speranza ci sarà sempre. Chissà se aveva ragione Dostoevskij quando affermava che il bello salverà il mondo. Io credo di sì. E voi?”

NOIR URBANO E DISAGIO SOCIALE

bastasi reali giusyDopo il ricco antipasto, finalmente si giunge alle succulente portate letterarie. 14 autori divisi in tre sessioni tematiche, si parte dai loro libri per poi affrontare argomenti di attualità e cultura di tipo più generale. Prima sessione: Gino Marchitelli (Milano) Massimo Fagnoni (Bologna) Alessandro Reali (Pavia) e Alessandro Bastasi. E una nota speciale la merita l’opinionista: Matteo Bortolotti. bortolotti1
reali palco
Aveva chiamato poche ore prima dando forfait causa influenza. Per un attimo, confesso che avevamo temuto l’effetto-Lucarelli, d’improvviso apparso in contemporanea a Bologna con un evento sul genere. Matteo arriva invece trafelato, poco prima dello spettacolo, malato ma caparbio, perché “volevo esserci a tutti i costi”. E la sua voce si sente, altroché se si sente, ogni sua frase è decisa e non risparmia niente e nessuno. Senza di lui, fagnoni gino palco BNa posteriori posso confermarlo, avremmo perso molto. C’ è poi da dire che neppure gli autori sul palco si fanno pregare per dire senza veli ciò che pensano di politica, società e cultura, e bella la provocazione di Stefano sui giovani. QuibolognaTV ha girato video completo dell’evento, avviseremo quando disponibile.

IL ‘LETTORE QUALUNQUE’

Già menzionato, ma merita davvero un capitolo a parte prima di proseguire, è Francesco Mastrorilli. Impersonava illettore3 ‘lettore qualunque’, seduto in poltrona in un angolino del palco, di fianco a lui un vecchio comodino con abat-jour
anni ’40 e libri impilati, quelli degli scrittori presenti. Con sottofondi come ‘Noir clarinet’, o ‘Black Dahlia’, a seconda del tenore dei brani dava voce, toni e colori alle parole su carta. Lo
avete sentito, inutile che mi profonda in ulteriori complimenti perché sembrerei troppo di
parte. Riferisco solo il commento di un autore (Rocco Ballacchino) che dopo lo show l’ha avvicinato e gli ha detto: “quando leggi tu i brani, sembra quasi che scriviamo bene”. Simpatia noir di colui che, poco prima, dichiarava di essere ‘lo scrittore più famoso del mio condominio’…

STILE NOIR

2a sessione completoSeconda sessione: ‘stili Noir’. Taglio decisamente cinematografico per molti degli autori presenti, altri invece hanno competenze specifiche sul tema. Roberto Carboni (Bologna) Fabio Beccacini (Torino) Rocco Ballacchino (Torino) Diego Collaveri (Livorno) e Maria Masella (Genova) dicono la loro, commentati dagli appassionati Fabio Mundadori e Giovanni Modica, per me due scoperte golose, in questa mia recente vita bolognese. E’ la sessione più folta, quanto a ospiti sul palco, e la più tecnica. Giovanni ha raccontato di essersi emozionato, munda 2 palcoRocco ha pensato bene di dichiararsi il miglior scrittore del suo condominio, e tutti hanno alternato spiegazioni carboni beccac rocco palco
tecniche a battute. Dice bene Francesco: ‘”La serata è riuscita bene anche perché, ognuno di loro è un personaggio!” Aggiungo retroscena: io e Giusy volevamo ‘giocare’ con la Masella, chiedendole di improvvisare la descrizione di una stessa scena di sesso, prima in stile romance, poi in stile noir. Tempo tiranno…

DALLA PARTE DELLO SPETTATORE

pubblico3Dopo l’introduzione e le prime due sessioni di autori sul palco, sono già passate due ore. E il pubblico? Si sarà annoiato? Avrà ceduto al caldo soffocante e alla voglia di andarsene a cenare? Ebbene no. Sapevamo da tempo che, causa i tempi non brevi dello show, alcuni sarebbero andati via prima, altri sarebbero arrivati dopo. Se però c’era qualche sedia vuota, è stato solo perché innanzitutto alcuni autori, stanchi per le lunghe trasferte, avevano bisogno di aria e acqua, poi spettatori si sono dati il cambio in platea, chi arrivava e chi andava, chi arrivava ancora, magari a sorpresa, perché incuriosito dall’evento. Come detto, è stato il pubblico a far la differenza, tante persone sono arrivate da lontano. Ha resistito a TRE ore di dibattito, anzi no: non ha resistito, se lo è proprio goduto e questo ci è pubblico1
stato riferito e questo è quanto abbiamo letto sui loro volti. E la cosa più bella è stato che non era il classico pubblico di amici, o amici degli amici, tanto per far numero, ma veri e propri pubblico4appassionati. Mi piace sottolineare che c’erano anche non appassionati del genere, che però, dopo aver ascoltati gli autori, hanno avuto voglia di comprare i loro libri. Appena li avrò raccolti, riporterò i loro commenti, ma posso già riferirvi in modo generico quello più usato: è stato un evento diverso da tutti gli altri.

PAROLA ALLA PASSIONE

DSC_6474‘Passione Noir’, la terza e ultima sessione tematica di autori. Dopo gli argomenti tecnici, Maria Teresa Valle (Varazze), Simone Togneri (Firenze) Ugo Moriano (Imperia) Vincenzo Maimone (Acireale) e Alberto Minnella (Siracusa) proseguono e chiudono lo show parlando di tutti i tipi di passione che muovono i delitti, e non solo, si ritorna a parlare di giovani. Vera mattatrice Maria Silvia Avanzato che, oltre a essere talento emergente in scrittura, si rivela una vera e propria intrattenitrice da salotti culturali, dimostrando una verve che ha contagiato davvero tutti in platea. Romantico Simone, lo chiamo sempre ‘poeta del Noir’, spumeggiante la Valle, fuggita a malincuore per tornare a Genova, ma Ugo, Vincenzo e Alberto hanno tenuto banco come pochi: si è risoscarpe rosse sul palco tanto pur affrontando gli argomenti seriamente, ma i due siciliani e Moriano hanno avuto una vena ironica troppo irresistibile per non parlarne ridendoci su. Tempi sforati come previsto, i saluti, abbracci e strette di mani: ce l’abbiamo fatta e, già lo sapete, Giusy è stata un’impeccabile rivelazione, come preparazione e conduzione. “Signori, avete fame? Andiamo a cena!” e si va.

IL LUNGO ADDIO

gruppo torta1torta frilliSulla ventina di reduci (stremati e a volte ancora increduli) partecipanti alla cena, scrittori organizzatori e spettatori, c’è poco da dire: chi ancora non si era conosciuto, lo ha potuto fare dopo con disinvoltura, il buon cibo del ristorante ‘C’era una volta…’, a tema cromatico giallo-noir, era squisito. Neppure durante il pasto ho mancato di torturare gli ospiti, facendoli passare uno a uno dallo ‘scrittoio dei buoni propositi’ per poi chiudere la busta che manderò a Carlo Frilli. Chissà l’anno prossimo… Per ora foto con la torta Frilli, espressioni finalmente rilassate, anche stanche forse, ma la consapevolezza e la gioia che un altro gruppo si è creato e che al pubblico (ma anche agli autori) è stato offerto qualcosa di diverso. E dopocena, fuori dall’hotel, chiacchiere di chi prolunga un inevitabile saluto, che stanotte non va di fare a nessuno. Prosit!ballacchino scrittoiomaimone scrittoiominnella scrittoio moriano scrittoio

ULTIME RIFLESSIONI : UN ARRIVEDERCI?

locandina hotelE siamo alla fine del resoconto. Una fine che è anche un inizio, perché la buona riuscita de ‘UN EDITORE IN NOIR 2016’ lascia spazio e intenzioni per una miglior realizzazione nel 2017.

Incontri e scontri, ognuno l’ha vissuta come ha voluto-potuto, potevamo di certo fare meglio, ma eravamo partiti pensando di avere con noi 6-8 autori al massimo. Invece, con meno di un mese di tempo per prepararci, ne abbiamo ospitati 14, più gli opinionisti. Grandi cose possono nascere ora, se doveva passare un messaggio è stato che non c’è poi concorrenza nella cultura, ma solo intelligenza e condivisione, quella vera, e con questa si raggiungono grandi numeri e soddisfazioni. Il resto sono solo chiacchiere, e come tali se le porta il vento. Non rimpiango chi non c’è stato perché sono troppo felice di chi invece c’era. Non mi esprimo sulla stampa bolognese, assente ingiustificata, comprese le persone che durante l’anno si sperticano in complimenti e sviolinate varie ad autori e editori, ma poi alla resa dei conti hanno preferito dare retta ai loro ‘mal di pancia’ caratteriali. Che dire: evidentemente preferiscono scrivere di sagre dello gnocco fritto, poi non si lamentino però se la gente non compra/legge i giornali.DSC_6315

Plauso pieno a chi, inizialmente scettico, ha preso atto e ammesso la bontà degli intenti. Nessun plauso invece per chi, ricevuto un invito come spettatore o altro, non si è degnato di rispondere né sì, né no. Non ha risposto, punto, e mi vien da ridere pensando a ogni volta che vedrò su Facebook o altrove queste persone parlare di educazione e signorilità, non so se sperare che qualcuno mi trattenga dal commentare come dovrei. Grazie all’Hotel Roma, con tutto lo staff, e alla sua ospitalità e pazienza che gli eventi culturali necessitano per loro natura, l’elasticità è diversa da quella delle cene aziendali, e alla fine ne hanno colto lo spirito ospitandoci egregiamente. E il Teatro del Navile di Nino Campisi, che ha superato il limite del dovere per passione e lealtà.

DSC_6324Rimangono tante foto, le mie parole che hanno cercato di ordinarle per momento e situazione, una busta chiusa con i buoni propositi per l’anno prossimo. Già, l’anno prossimo… Voi ci sarete, suppongo più o meno tutti. E noi? Non lo sappiamo, ma vi lasciamo il ricordo migliore che abbiamo potuto offrirvi. Abbraccio tutti, nessuno escluso, invitandovi a prendere possesso di questa pagina che è e rimane vostra, e portate a casa con voi un po’ della gioia che avete lasciato a noi.

Con affetto, il vostro Villa.

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