I Pegasus Literary Awards e i giorni della varia umanità

Il dott. Roberto Sarra presiede la conferenza stampa insieme ad alcuni membri della giuria

Il dott. Roberto Sarra presiede la conferenza stampa insieme ad alcuni membri della giuria

Che il venerdì 17 non sia spesso foriero di grandi giornate lo sapevamo un po’ tutti, ma qui a Cattolica l’Oscar della Letteratura italiana non guarda in faccia neanche la superstizione.

Al Premio Internazionale Città di Cattolica, definito dalla stampa come sopra, c’era in fondo ognuno di noi: Non c’è stato infatti verso, chiunque prendesse la parola in conferenza stampa, di non ritrovarsi in un gesto, una sensazione, un atteggiamento che caratterizzano lo scrivere (e, perché no? Anche il leggere) dell’autore di turno e, di conseguenza, anche il nostro. Già, perché in quel grigio ma specialissimo pomeriggio di fine aprile regna l’essenza della varietà. Non è soltanto una questione di stili e generi, ma di modi di vivere ognuno la stesura delle proprie opere: c’è chi si è divertito nel farlo e chi ha sofferto, c’è chi scrive per ‘missione’ e chi invece per diletto, si coglie talento dalla consapevolezza di uno stato d’animo oppure da una preparazione minuziosa. Di tutto un po’ insomma, però di certo c’è in ogni autore un pezzettino di noi, finché ascoltarli tutti non è diventato ascoltare in toto sé stessi.

La sera della premiazione poi arriva e, finalmente tutti quei nomi hanno avuto un volto, un pensiero, un cuore per tutti quanti gli altri. Gli autori premiati, gli organizzatori e la giuria: da una lista di nomi, sono usciti finalmente i personaggi ieri sera (18 aprile) al Teatro della Regina. Parlo di personaggi veri, di chi quando ha di fronte libri ( da leggere o da scrivere, è indifferente) soffre da matti o si diverte da morire e si sveste di tutte le convenzioni per diventare ciò che è davvero , vale a dire un vero artista, un vero giornalista, un vero lettore, o se vogliamo una specie

di supereroe di sé stesso, il proprio beniamino che sconfigge le paure e le avversità di ogni giorno perdendosi ( o ritrovandosi) tra le pagine di un libro.

Personaggi dicevo, personaggi nel senso stretto del termine perché è stato nel dietro le quinte, lontani dalle luci dei riflettori o dai microfoni della conferenza stampa, che ognuno ha trovato e svelato la sua vera dimensione. L’hanno fatto bene o male tutti quanti i premiati (scelti tra una rosa di 1187 partecipanti: cifra monstre!) in modo indistinto, senza timori di sorta.

gli autori Cesare Corda, Stefano Chiodini e Mariel Sandrolini

gli autori Cesare Corda, Stefano Chiodini e Mariel Sandrolini

Devo dire una verità su cui bene o male tutti noi autori eravamo d’accordo: insieme abbiamo formato una massa compatta dall’aspetto improbabile, perché davvero consistente era la forza della personalità di ciascuno tanto da sembrare quasi irreale, come irreale per molti di noi autori era il trovarsi lì sul palco a ricevere quel premio. È stato allora che tutte le difese sono cadute, che le parole sono fluite con più difficoltà del solito, che i pensieri si sono fatti più confusi schiacciati dalla commozione (che per alcuni non è stata però tale, devo dirlo).

C’era chi ha ricevuto il premio della vita, chi invece non avrebbe voluto neppure partecipare; c’era chi riceveva l’ennesimo premio e chi invece, come me tanto per citarne uno, non si rendeva ancora conto di essere davvero un autore.

Queste differenze sono state unite solo dal piacere di ritrovarci a volte tra di noi per confrontarci e ripescare una dimensione che, fuori dal contesto celebrativo, forse alla maggior parte degli scrittori appartiene di più ed è quella della riflessione, della solitudine, del confronto con sé stessi.

Tutto bello dunque, tutto luminoso, ma quello che ha arricchito è stata in finale la presenza di un qualcosa di imprescindibile che porta il nome di spontaneità e umanità.targa dario1

Alla prossima!

 Guarda il video della mia premiazione e leggi i miei articoli anche su Babette legge per voi

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